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Un viaggio nel tempo

Flavio Cincotto, classe 1981, lavora in IMESA dal 2001 ininterrottamente, fatta eccezione la pausa dovuta al servizio militare nell’arma dei carabinieri.
Oggi Flavio è Responsabile di Produzione dei semi-lavorati. “Geograficamente parlando“ è responsabile dei processi di costruzione che si svolgono in IMESA 1 e IMESA 2. Chiariamo ai lettori che IMESA è suddivisa in 3 aree produttive, tutte sotto lo stesso tetto e IMESA 3 è l’area di assemblaggio prodotti finiti la direzione è affidata a Giovanni Buratto, collega di Flavio. Abbiamo “fermato” Flavio per due chiacchiere, si letteralmente “fermato”, perché Flavio lo si incontra ovunque in giro per IMESA, è in continuo movimento, da mattino a sera. Ecco in breve la sua storia.

Sono arrivato in IMESA il 1° ottobre 2001 assunto dall’Ing. Miotto con il ruolo di programmatore robot di saldatura per le operazioni di carico/scarico materiale. In quel momento IMESA stava installando due nuove isole di saldatura, una mig mag e una a punti, per la saldatura robotizzata rispettivamente di semi-lavorati e delle scatole portanti degli essiccatoi. IMESA aveva progettato di industrializzare i processi di saldatura e il mio ruolo rientrava in questo obiettivo.

Dopo un paio di anni, e dopo il servizio di leva, sono diventato assistente del Direttore di Produzione Stefano Pavan,  trascorrendo un periodo in ufficio tecnico dove ho imparato ad utilizzare il sistema gestionale Ad Hoc. Le “mie isole” nel frattempo diventavano più grandi e di conseguenza anche il mio lavoro cresceva, sconfinando nella carpenteria.

Possiamo dire che non c’è uno spazio produttivo IMESA che tu non conosca?
Non so assolutamente utilizzare tutti i macchinari, ma le aree della carpenteria le ho viste cambiare negli anni, un po’ come si osserva i figli crescere. Ho seguito diversi corsi allo scopo di accrescere la mia professionalità ed ho acquisito l’abilitazione ad attestare la conformità dei rulli delle calandre MCM vapore.

Ma non trascorro la mia giornata a misurarmi solo con macchine e robot… ho rapporti anche con i fornitori conto lavoro. Alcune lavorazioni specifiche le diamo conto terzi, così mi occupo di organizzare queste operazioni, anche sotto l’aspetto logistico.

Di quante ore è composta la tua giornata?
La mia giornata ha un inizio ben definito, ma non si può dire lo stesso della fine….se considero che spesso mi porto a casa anche i pensieri, so che non dovrei, ma fa parte di me.

Del resto con la crescita di IMESA sono proporzionalmente aumentate le aree di mia competenza; possiamo aggiungerci il reparto verniciatura e l’area per la costruzione dei gruppi vasche e cesti di lavatrici ed essiccatoi.

E’ qui che svolgiamo la bordatura e aggraffatura, operazioni cardine dove realizziamo i componenti che caratterizzano la lavatrice e l’essiccatoio. Vasche e cesti sono lo stomaco del nostro prodotto.

Scusa la domanda, ma in cosa consistono la bordatura e l’aggraffatura?
Con queste due operazioni si realizzano tutti i passaggi attraverso i quali chiudere ermeticamente un contenitore. Capisci quanto è fondamentale?

Mi hai dato l’assist per entrare nel merito di questo nuovo progetto che stai seguendo e per il quale ti ho rincorso per giorni.
Proprio così. Il progetto che sto seguendo è figlio di un investimento che IMESA ha fatto dapprima con lo scopo di acquistare un macchinario che fosse di back up a quello già esistente e che negli anni ne ha viste molte….

Poi è diventato qualcosa di più grande e  ci siamo concentrati sul processo e sul sistema di asservimento alle nuove linee lavatrici ed essiccatoio. L’output della nuova area lavoro deve essere allineato al sistema di pianificazione delle nuove linee di montaggio lavatrici ed essiccatoi, sia nei tempi che nei modi, essendo essa considerata una spina delle linee stesse.

Dovrei parlare di prodotto, centro di costo, supermarket…ma rischierei di entrare troppo nello specifico ed è più facile da mostrare che da spiegare.

Riassumo quindi con il dire il progetto della nuova area di lavorazione si allinea al metodo di produzione Lean che IMESA ha abbracciato da un paio di anni a questa parte.

Vi siete dati un tempo per la realizzazione del progetto?
Il progetto è attualmente in corso…abbiamo superato buona parte degli step previsti, ma non ancora tutti. Sottolineo che il progetto ha preso vita durante il lock down, noi non ci siamo mai fermati. Aggiungo anche che al disegno iniziale si è aggiunto l’acquisto di un’ulteriore saldatrice longitudinale tig.

A me viene in mente un polipo gigante… è un po’ mostruoso lo so, ma è ciò che vedo se cerco di figurare il progetto. Immagino “il mostro” sia il risultato del lavoro di uno staff
Certamente. In fase di progettazione e stesura linee guida sono stato affiancato da consulenti esperti, in fase di realizzazione collaboro con i miei colleghi della qualità, della manutenzione e ovviamente delle linee di montaggio.

Hai citato il sistema Lean, quanto ha cambiato il tuo lavoro?
Il mio lavoro è cambiato principalmente perché è cambiato il mio ruolo in IMESA. Attraverso la Lean ho imparato a vedere oltre la mia esperienza, misurandomi con sistemi di produzione nuovi.
Mi spiego meglio. Nato in IMESA, professionalmente parlando, tutto quello che so l’ho imparato qui. “Ho sempre rubato il mestiere con l’occhio” come si usa dire,  attraverso la filosofia Lean ho imparato che posso raggiungere gli stessi risultati riducendo gli sprechi, spesso causa dell’enormità del mio lavoro.

Ostacoli?
Certo! Tutt’ora la chiusura del progetto è subordinata ad un ostacolo che stiamo “sbriciolando”, ma te lo racconterò a progetto terminato.

Sfide?
Sicuramente una bella sfida è stata quella di voler riutilizzare materiale di recupero presente in IMESA per creare alcuni strumenti o migliorare alcune situazioni di lavoro. Mi spiego meglio. Alcuni strumenti e componenti sono il frutto della nostra capacità di dare la seconda vita ad un oggetto. Non si può certo dire che in IMESA non ricicliamo!

Quando sei a casa applichi i metodi del tuo lavoro?
Non in modo fanatico, però il metodo Lean è vantaggioso anche nel quotidiano.
Non mi metto a fare PROBLEM SOLVING con moglie e figli ovviamente, ma cerco di applicare al meglio ciò che so fare.
La Lean ti insegna “un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto”.

Fammi un esempio.
Durante le ferie estive ho sistemato il garage, riutilizzando un armadio dismesso dai mei genitori per farne un punto di disaccoppiamento della dispensa. In questo modo non dovrei più restare senza birra ad esempio…. Hai presente stare senza birra durante una cena con amici?

Ho visto che se tengo, ad esempio, due bottiglie di birra nello stesso posto, le uso entrambe e finita la seconda devo correre a fare scorta. Usando invece l’armadio in garage come punto di disaccoppiamento, quando prendo quella vado subito ad acquistarne altre due. In questo modo non resto senza.

Quando non fai punti di disaccoppiamento delle dispense …cosa fai nel tuo tempo libero?
Nel mio poco tempo libero settimanale mi dedico alla famiglia.
Un po’ per volontà, un po’ anche perché causa ginocchio rotto non posso più giocare a calcio, tantomeno fare una corsa.

In che ruolo giocavi?
Ero capitano della mia squadra, ed ero difensore, molto arcigno e marcatore.

Tradotto, aggressivo alla Materazzi?
Ho capito che sei Interista…allora ti dico, da Juventino, un Chiellini.

Ti hanno mai espulso?
Tante volte. Sai, non ero capitano perché ero il più forte, ma perché ci mettevo il cuore e l’anima ed ero un esempio per la squadra. Tranne i cartellini rossi.

La vittoria più bella che ti ricordi?
L’anno in cui ho giocato in Terza Categoria è l’anno in cui ho vinto il campionato. Per amore dello sport avevo fatto una scelta impopolare, cioè retrocedere dalla Promozione in Terza Categoria, andando a giocare nella squadra della frazione del mio paese.  E’ stata poi una grande soddisfazione che però mi è costato il ginocchio…Nello stesso periodo ho scoperto poi che sarei diventato papà e così ho appeso le scarpette al chiodo.

Beh dai, un ginocchio e la terza categoria in cambio della paternità non è poi così male.
Direi di no. Ora mi dedico ai miei due gemelli, Pietro e Maria di 7 anni.

Wow, due gemelli. E’ stata dura all’inizio?
E’ stato bello. Duro è lavorare.

Si assomigliano molto?
Non sono monozigoti, ma si assomigliano. Sono inseparabili. A volte li guardo e invidio il rapporto che hanno e dico a me stesso che nascere con il migliore amico o la migliore amica è una gran fortuna. Sono complici in tutto e si compensano molto. 

Prima di salutarci, hai la chance di sfregare la lampada del genio .…..cosa esce?
La mia lampada l’ho sfregata e il mio desiderio si avvererà agli inizi del prossimo anno. Già pianificato, è  il mio ritorno alle origini.
Ti racconto. Sono nato in Italia ma a 40 giorni mia mamma ed io abbiamo raggiunto mio papà in NIGERIA dove ho vissuto fino ai 3 anni. Non posso dire di avere un baule di ricordi, ero piccolo, ma ho l’Africa dentro, questo lo sento.

Così l’anno prossimo farò un viaggio in Africa, in Sudafrica per la precisione, e non vedo l’ora di tornare a respirare l’aria di quella terra che mi ha cullato per i primi 3 anni della mia vita.

 

Buon viaggio Flavio.